lunedì 26 settembre 2011

Nostalgia Platz

Mi mancano i tempi, anche se non li ho mai vissuti, in cui per conoscere una persona dovevi passarci del tempo. I tempi in cui ti immergevi nella vita, degli altri o tua. Mi manca un mondo più piccolo, dai confini ben marcati, dove l'individuo sapeva di avere e aveva un valore. Dove le piccole cose esistevano e non venivano frullate nella lavastoviglie e il caffé non era solubile e la gente non passava l'unico giorno libero a spararsi centri commerciali in vena e in metro non stava ingobbita sull'ipad a guardare storto chiunque perché "ehi! Guarda i miei vestiti non guardarmi in faccia!"
Spiattellato.
Tutto adesso è spiattellato.
Come campioni di tessuto sul vetrino del microscopio di uno scienziato pazzo, le persone sono spiattellate.
Si spalmano sul web sperando, nello spalmarsi, di coprire quanti più metri quadri possibile e in questo modo di attirare quanti più occhi possibile. Ma sempre senza farsi guardare.
Mi manca la linea che divide te da me e dagli altri. Quella che prima bisognava lavorare per oltrepassare e che adesso "straaaap", molti provvedono a dilaniare da sé. In nome del... che ne so, della globalizzazione della massa dell'inerzia della facilità della vanità dei luoghi comuni della Morte Nera che distrugge i pianeti così e tu eri lì e l'attimo dopo... puff.

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