mercoledì 31 agosto 2011
Corte Suprema
Sapete cos'è una cosa davvero triste? La faccia di un imputato alle 09.30 del mattino in un'aula giudiziaria. Un ragazzo con il viso tutto contratto in una smorfia che ti fa essere contento di non essere al suo posto. Già, perché io sono dall'altra parte. Imparziale più che altro, diciamo pure senza voce in capitolo (cioè chi se ne frega del fonico!.) E lo guardo pure con un mezzo sorriso, della serie "Ti tocca il conto bello mio". Così impari a spacciare coca. Così impari a dare lavoro ai carabinieri. Gli imputati si susseguono, giovani, adulti... tutti disperati, tutti poveri, quasi tutti stranieri. Il popolo invisibile, quello che per te non esiste. Neanche per me esisteva fino ad oggi. Quello che puoi guardare e sentirti contento di avere le mani appena lavate, belle profumate, lontane da quei corpi sudici e camicie puzzolenti. Che poi è sempre umanità, no? Che poi tutta quest'ansia igenista non è altro che una malattia essa stessa. E' bello, ho pensato, tutto questo. Mi piace. Che poi non importa se stai in disparte, l'importante è esserci.
Iscriviti a:
Post (Atom)